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Uno a uno: il Tar chiude in parità la partita tra Comune e Mad

Ma come si è avuto l’ardire di pensare di poter realizzare un’isola ecologica proprio vicino la discarica e proprio dove si vuole realizzare il V bacino? Forse erano in preda ad un delirio di onnipotenza quando gli amministratori comunali di Roccasecca hanno optato per l’esproprio dell’area per destinarla ad un centro di raccolta. Dovranno pensarla altrove se proprio vogliono realizzarla, magari impossessandosi di un altro terreno, ma non quello su cui si è deciso di ampliare il sito. Ce ne sono a bizzeffe, di proprietà di contadini e via dicendo. Che testardaggine questi amministratori che pensano di togliere spazi alla discarica  preservando le colture di un territorio a vocazione agricola. Roba da pazzi! E poi non hanno assolutamente il potere di decidere cosa è utile per il proprio territorio. Semmai questo potere è della Regione Lazio e quest’ultima ha espresso la sua ferrea posizione: lì ci deve essere la discarica.

Per il Tar di Latina, infatti, è da accogliere la richiesta della Mad di sospendere l’esproprio. Il Comune deve realizzare altrove l’isola, non può farla nei pressi della discarica e tantomeno dove si vuole ampliarla. Però, può riappropriarsi della strada che passa proprio su quell’area. Della serie… quando la logica passa la mano all’insensato e quando, per dirla con gergo calcistico, finisce con un 1 a 1 con in campo una squadra che se la gioca contro il resto del mondo.

E’ arrivata la tanto attesa sentenza della prima sezione del Tar di Latina dopo il ricorso presentato dalla Mad contro il Comune di Roccasecca che, in data 9 novembre 2019 in sede di Consiglio comunale, ha approvato l’esproprio affinché potesse realizzare nell’area in oggetto un centro di raccolta al fine di migliorare la qualità dell’ambiente e anche e soprattutto per opporsi all’ampliamento della discarica.

L’esproprio, infatti, è tra i motivi ostativi alla realizzazione del V bacino presentati dal Comune di Roccasecca durante la conferenza dei servizi del 14 ottobre 2019 quando, appunto, l’ente comunale ha espresso parere negativo all’ampliamento della discarica gestito dalla Mad allegando l’avvenuto avvio di procedimento di esproprio sull’area interessata alla realizzazione dell’ampliamento. Il Comune inoltre ha dichiarato l’area e il centro di raccolta di pubblica utilità.

Il Tar non ha ritenuto valida la posizione del Comune di Roccasecca, accogliendo invece le motivazioni con le quali la Mad ha chiesto l’annullamento dell’esproprio.

In particolare la società che gestisce la discarica di Cerreto ha fondato la sua azione legale  - come riporta la sentenza – “sull’eccesso di potere per sviamento, in quanto le azioni del Comune di Roccasecca risponderebbero ad una mera logica oppositiva preconcetta nell’attività di smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi esercitata dalla Mad”

Vale a dire che non si sarebbe proceduto all’esproprio e non si sarebbe ravvisata l’urgenza di dotarsi di un’isola ecologica se non ci fosse stata la sola intenzione di ostacolare l’attività della società che gestisce la discarica.

Inoltre, ma non meno importante, il Tar accoglie anche l’illegittimità per incompetenza e per violazione dei provvedimenti adottati dalla Regione Lazio che riguardano, appunto, l’esercizio della discarica: tutti da quelli emessi dal 1992 fino ai recenti del 2019 sono di pubblica utilità. Ne consegue  - si legge sempre dalla sentenza – “l’illegittimità dell’odierna dichiarazione di pubblica utilità da parte del Comune di Roccasecca, che concerne aree già oggetto di precedente dichiarazione di pubblica utilità di fonte regionale, idonea a incidere anche sull’assetto urbanistico del territorio, che è quindi incompatibile e prevalente rispetto alle determinazioni dell’ente locale”.

In sostanza per la Mad e anche per il Tar, il Comune di Roccasecca non ha il potere di decidere quale siano le opere di pubblica utilità sul suo territorio, se già la Regione Lazio ha espresso il suo parere.

Il Comune può invece riappropriarsi della strada che insiste sulla stessa area che sarà interessata dall’ampliamento della discarca.

In altre parole se vorrà realizzare l’isola ecologica dovrà avviare l’esproprio di un terreno diverso, non quello della Mad su cui resta determinante la posizione della Regione Lazio che decide sempre e comunque cosa è utile per questo territorio.

 

 

 

 



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