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Roccasecca tra le 24 città italiane green. La Chiesa suggella il cambio di passo con la benedizione del melograno

Chi l’avrebbe mai detto: Roccasecca, il paese conosciuto altrove (nonostante le sue bellezze storiche e culturali), come la città dell’immondizia, è tra le 24 città italiane scelte dalla Chiesa come simbolo della Dottrina sociale nel 2020.

Cosa vuol dire?

Molto semplicemente che questo piccolo paese di provincia ha saputo guardare al futuro, ad un nuovo modo di pensare l’economia dei rifiuti che non è solo, anzi non lo è, quello di seppellire tonnellate di immondizia, ma di  utilizzarla per creare economia.

Un obiettivo che l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Sacco si è da sempre prefissato: un progetto definito e ambizioso che ora finalmente, per la sua bontà, viene giustamente riconosciuto e compreso da tanti.

Dalla Chiesa sicuramente che, oltre a volere Roccasecca tra le 24 città italiane green, ha voluto suggellare questa  grande conquista, con la presenza del Vescovo Antonazzo che qualche giorno fa, dinanzi la Saxa Grestone ha benedetto un melograno, simbolo di rinascita.

Non a caso.

La Saxa, infatti, oltre ad essere il simbolo di rinascita per 300 famiglie che, con la chiusura dell’Ideal Standard, rischiavano di non poter guardare al futuro, è anche e soprattutto il simbolo di un’economia green, capace di trasformare i rifiuti in sampietrini.

Se un riconoscimento è giunto, non si può ignorare che c’è stato qualcuno che convintamente ha creduto che proprio nella zona, dove da un ventennio vengono smaltiti i rifiuti, si potesse pensare ad una Green Valley dove, alberi, piante e canapa industriale potessero una volta per tutte ridare respiro, e non solo simbolicamente, ad un territorio che da troppo tempo subisce le volontà di una politica cieca e insensibile alle istanze della comunità.

La Chiesa, con il Vescovo Antonazzo e soprattutto con monsignor Giandomenico Valente, che da sempre si pone al fianco delle battaglie ambientali del sindaco Sacco, non ha indugiato ed è stata pronta a riconoscere a questo lembo di terra la sua nuova e convita veste: quella di una piccolo paese pronto e determinato a cambiare volto, pronto a “risorgere”, e a testa alta, dai soprusi ambientali perpetrati da anni, pronto a intraprendere la strada di un’economia green e di un nuovo modo di trattare i rifiuti senza inquinare.

Ma se dalla Chiesa è giunto un riconoscimento importante (il solo fatto che Roccasecca è tra le sole 24 città italiane alla quale viene riconosciuta questa nuova visone del ciclo rifiuti basterebbe per gongolarsi oltremodo) fa specie che lo stesso non accada per quanto riguarda la politica che tarda, e non di poco, a legittimare il cambio di passo voluto strenuamente dal sindaco Sacco.

A lui vanno riconosciute,  e in ogni sede, la caparbietà e la volontà di vincere la battaglia contro l’antico, quanto insalubre modo di trattare i rifiuti, ovvero quello convito che la sola opportunità per gestire l’immondizia sia quella di ampliare la discarica di Cerreto.

Sempre a lui va riconosciuta la lungimiranza, quella che in tempi non sospetti lo ha spinto a credere che la strada da intraprendere, oltre alla battaglia contro la discarica di Cerreto, fosse quella di creare una valle verde dove la coltivazione della canapa industriale potesse al contempo dare vigore all’economia e combattere l’inquinamento.

Inoltre e non per ultimo, la circostanza che vede oggi operare in quei luoghi una fabbrica, che oltre a dare un posto di lavoro a famiglie che altrimenti vivrebbero serie difficoltà economiche, sa trattare i rifiuti trasformandoli in sampietrini fa ben sperare che, prima o poi, anche la politica, così come ha fatto la Chiesa, giunga alla conclusione che è davvero arrivato il momento di liberare, una volta per tutte, questo territorio dal fardello dell’immondizia.

La politica però tarda, forse troppo impegnata a salvare se stessa piuttosto che un territorio, forse troppo attenta a non rompere i suoi equilibri a danno delle persone, forse troppo legata a vecchie  logiche di potere che le impediscono di porsi al servizio della collettività.

Un Consiglio dei ministri che dice sì all’ampliamento della discarica, di certo, avrà ben più “importanti” motivi per ostinarsi a non capire la battaglia del sindaco Sacco.

Presumibilmente sarà più preoccupato a fare in modo e maniera per non rompere gli equilibri di Governo, a non costringere la sindaca Raggi a dotarsi di una discarica, a non destare rivolte tra i pentastellati, a non creare fratture tra quest’ultimi e il Pd del Governatore Zingaretti e a non innescare la miccia che potrebbe incendiare gli animi di un Governo che si regge con il Vinavil.

In vero, sono poche le possibilità che la politica, anzi i politici non riconoscano nel loro intimo e nel rispetto della loro intelligenza la bontà della battaglia del sindaco Sacco. E’ plausibile, e i fatti lo dimostrano, che al momento (e si spera non per sempre) prevalga altro piuttosto che la politica al servizio della collettività.

Intanto però, nel ritardi della politica con la P minuscola, e non solo quella nazionale ma in molti casi anche quella locale, fa tirare un sospiro di sollievo e fa guardare con positività al futuro che, le tante iniziative messe in campo dall’amministrazione comunale di Roccasecca, inizino a destare il giusto interesse, oltre che nei cittadini, anche tra coloro che hanno il sacrosanto dovere di veicolare le iniziative lodevoli.

E un cambio di passo in tema dei rifiuti come quello avviato dal Sacco e da coloro che credono che “non può piovere per sempre” non può essere ignorato.

Se poi occorre scomodare anche i Santi affinché si capisca che a Roccasecca si lavora per un futuro migliore, allora ben venga la lezione di San Francesco, diventato Santo oltre che per il suo amore verso la natura, per essersi spogliato dei suoi beni materiali.

Beh, si entrerebbe nel campo della fantascienza se si chiedesse ai politici di prendere esempio da San Francesco, tantomeno è cosa buona mischiare sacro e profano.

Ma esistono sempre le vie di mezzo: un po’ più di sensibilità verso la natura non farebbe diventare i politici dei santi, di certo accrescerebbe un po’ quella stima verso di loro che al momento pare anch’essa, come l’immondizia, essere seppellita.  

 



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