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Rifiuti: domani la protesta a Montecitorio, i sindaci in rappresentanza di tutto il territorio

La voce di un intero territorio si alzerà domani a Roma: i sindaci e gli amministratori comunali, accompagnati da Monsignor Giandomenico Valente si faranno portavoce del malessere dei cittadini, protesteranno contro l’ampliamento della discarica di Roccasecca e soprattutto contro il provvedimento del Consiglio dei ministri, a firma del presidente Giuseppe Conte, che ha dato l’ok alla VIA per il V bacino.

Ad ideare e organizzare la manifestazione è stato il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco che, come spesso è accaduto, ha saputo coinvolgere i suoi colleghi.

In molti, infatti, partiranno dai loro Comuni alla volta di Roma per unirsi al coro della protesta contro un provvedimento che, per l’ennesima volta, penalizza un lembo di terra che da troppi anni sopporta decisioni del tutto penalizzanti e a favore di una Regione Lazio che, rispetto a fatti e argomentazioni, si ostina a voler ampliare il sito. Del resto, se si è reso necessario  un provvedimento chiaramente di stampo politico per autorizzare l’ampliamento e se si è  stati costretti a scomodare i ministri, è presto comprensibile che nessuna azione intentata da chi vuole il V bacino è riuscita a superare le numerose opposizioni fondate e prodotte dal Comune di Roccasecca. Anzi di più, addirittura lo stesso Consiglio si è visto costretto a sconfessare il suo stesso ministero, quello dei beni e delle attività culturali, che aveva fermamente detto “no” all’ampliamento.

E’ dunque comprensibile che il sindaco Sacco, i suoi amministratori, i suoi colleghi e i cittadini di tutto il territorio non ci stiano a subire tali comportamenti. Anche perché, se questa volta si protesta per la discarica di Roccasecca, c’è anche da considerare che se lo sdegno è di tutto il Basso Lazo e che se ci saranno tanti primi cittadini è perché da anni i problemi di Roma Capitale, che non riesce a smaltire da sola la sua immondizia, vengono risolti anche  nel Tmb di Colfelice e nel termocombustore di San Vittore del Lazo. In sostanza pochi chilometri di terra ad uso e consumo di altri territori che dovrebbero, se solo qualcuno glielo imponesse. dotarsi di impianti propri per non pesare su una provincia che riuscirebbe a chiudere senza problemi il suo ciclo rifiuti.

La protesta che si terrà domani, infatti, avrebbe meritato una ben più ampia partecipazione, quella dei cittadini e di tutti coloro che non vogliono subire ancora, ma il Covid, questa terribile pandemia che non ha impedito al Consiglio dei ministri di spendere le sue energie per autorizzare l’ampliamento togliendole alla lotta contro il virus, obbliga al senso di responsabilità. Quello dei sindaci e degli amministratori che domani si faranno portavoce delle istanze dei loro cittadini e di un territorio tutto che non ci sta. Simbolicamente e a nome di tutti, manifesteranno il loro dissenso sotto Montecitorio, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid a partire dalle 10.    



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