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Mauro Mancini: il suo primo film al Festival di Venezia. Dal 10 settembre in tutte le sale

Barba lunga e qualche capello bianco in più, ma gli occhi sono sempre gli stessi. Lo sguardo di Mauro se lo ricordano tutti, vispo e intenso al contempo, mai banale. Roccasecca l’ha visto crescere, in una piccola cittadina dove si conoscono tutti, vederlo tornare sempre più di rado in paese, faceva intuire qualcosa di buono. Che stesse coltivano la sua passione per il cinema era sicuro, che stesse girando il suo primo film anche, ma che ricomparisse tutto d’un tratto al fianco di attoroni  come Alessandro Gassmann beh…  Invece ha fatto di più, con il suo “Non odiare”, pellicola che affronta con vigore il tema dell’odio razziale,  è approdato alla 35esima edizione della Settimana Internazionale della Critica al Festival di  Venezia.  

Cinque minuti di applausi, tanto è stato il tributo del pubblico agli attori protagonisti diretti da Mauro Mancini al termine della proiezione del film in occasione della Giornata europea della cultura ebraica. Gassmann, Sara Serraiocco e Luka Zunic hanno convinto tutti, ma più di tutti lo ha fatto Mauro che ha confermato, così come tutti lo hanno sempre conosciuto, di avere doti e talento, ma soprattutto la delicatezza e la sensibilità di raccontare storie che lasciano il segno. L’odio razziale e le sue conseguenze, in un momento storico in cui film come questi dovrebbero abbondare sul grande schermo, è proprio Mauro a raccontare da dove nasce e dove si vuole dirigere la sua opera. “Abbiamo preso spunto – ha raccontato sulle pagina facebook dedicata al film  - da a un fatto di cronaca avvenuto a Paderborn, in Germania. Un medico ebreo si rifiutò di operare un paziente a causa del vistoso tatuaggio nazista che aveva sulla spalla. Il medico, dopo essersi fatto sostituire da un collega, ha dichiarato: non posso conciliare l’intervento chirurgico con la mia coscienza. La stessa coscienza che abbiamo immaginato impedisca al nostro protagonista di soccorrere lo sconosciuto dell’incidente”. 

Per ora c’è l’orgoglio di aver come concittadino un regista di tutto rispetto, dal 10 settembre, quando il film arriverà in tutte le sale italiane, l’applauso dei roccaseccani di sicuro si unirà a quello del pubblico di Venezia.



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