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Il Comune di Roccasecca assesta il colpo e costringe la Mad ad appellarsi al Consiglio di Stato

Quella che agli occhi dei più poteva sembrare un’insignificante stradina pare stia dando davvero filo da torcere alla società che gestisce la discarica di Cerreto.  Fanno testo le 35 pagine che ci sono volute per argomentare il ricorso in appello al Consiglio di Stato promosso dalla Mad per sospendere il provvedimento del Tar con il quale i giudici dicevano no all’isola ecologica, ma concedevano al Comune di Roccasecca di riappropriarsi strada che attraversa l’area su cui si dovrebbe realizzare il V bacino.

Quella stradina non è affatto insignificante, tantomeno è da considerarsi chiusa con un pareggio la partita che si sta giocando tra il Comune e la Mad. Anzi, ora più che mai, appare chiaro quanto il “Passo di Pontecorvo” (questo è il nome della strada ndr) sia funzionale a sventare l’ampliamento del sito. Lo sapeva il Comune di Roccasecca che ci ha costruito il suo piano di attacco, lo sa anche la società che gestisce la discarica che non ha potuto fare altro che appellarsi ai giudici del Consiglio di Stato.

Le esultanze delle prime ore dunque, a questo punto sembrano eccessive, non fosse altro perché leggendo alcuni passi dell’appello appare chiaro che questa volta il colpo è stato inferto con precisione chirurgica: “E’ un pretesto – si legge - escogitato dal Comune per ostacolare l'iter autorizzativo del nuovo impianto di discarica della Mad denominato Bacino 5”.

 E poi: “Il gestore della discarica MAD S.R.L. subirebbero danni gravi ed irreparabili nel corso del giudizio; vi sarebbe inoltre compromissione dell'interesse pubblico alla corretta e regolare gestione del ciclo pubblico dei rifiuti nonché alla tutela dell'ambiente e della salute pubblica, determinandosi una situazione di vera e propria emergenza non solo nella Provincia di Frosinone ma estesa al territorio dell'intera Regione Lazio (caratterizzato da purtroppo notoria situazione di carenza impiantistica)”.

Tutto ciò avverrebbe se il Consiglio di Stato non accogliesse l’appello della società. Ma non sarebbe poi cosi grave, almeno per i roccaseccani e per l’amministrazione comunale che contavano proprio su questa eventualità. E sulla possibilità che finalmente, una volta ostacolata la realizzazione del V bacino, si provvedesse ad individuare un nuovo sito di discarica o quantomeno a realizzare volumetrie solo a servizio della provincia di Frosinone.  

Della serie altro che 1 a 1, qui la partita è ancora tutta da giocare.



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