Roccasecca News

Al fianco del sindaco Sacco contro l'ennesimo tentativo di umiliare l'intero territorio e la sua classe politica

Qualcuno evidentemente ha cominciato a capire che qui non si scherza. E come sempre accade, quando non si trovano argomenti (semplicemente perché non ne esistono) a difesa di se stessi o di un progetto al quale si tiene, allora non c’è altro da fare che tentare di infangare gli altri, quelli che di argomenti ne hanno (perché esistono, perché sono veri).

Quanto è accaduto ieri non ha precedenti. Il noto quotidiano locale, al soldo del noto imprenditore che mai dedica un solo rigo alle tante iniziative che il Comune di Roccasecca promuove contro la discarica di Cerreto, ha avuto l’ardire di scrivere un articolo, anzi un’analisi del tutto fantasiosa per screditare il primo cittadino di Roccasecca Giuseppe Sacco, tutti i sindaci che hanno partecipato alla manifestazione sotto Montecitorio e tutti i cittadini da loro rappresentati.

Dell’autore, come sempre, non se ne conosce il nome. Del resto è comprensibile che nessun giornalista degno di questo nome, possa prendersi la responsabilità di scrivere tante castronerie, messe in fila l’una dopo l’altra, per sostenere delle tesi tanto assurde quanto diffamanti nei confronti di un’intera classe politica.

Nell’articolo, in vero, di fatti e evidenze (che dovrebbero essere il pane quotidiano di chi fa informazione) non c’è neanche l’ombra. Si è di fronte ad un imbarazzante tentativo di svilire il lavoro del sindaco Sacco e di gettare fango sulla sua onestà con il solo scopo di insinuare nella testa dei lettori dubbi e perplessità sull’operato del primo cittadino.

E’ un atteggiamento e un modus operandi che, di solito, usa chi a poco a poco sta pendendo coscienza che c’è il grande e concreto rischio che la gente, tutta la gente, capisca che se per ampliare la discarica di Cerreto si è stati costretti a ricorrere al Consiglio dei ministri è perché i fatti e le evidenze non sono assenti soltanto nell’articolo prodotto dal noto quotidiano, ma anche e soprattutto in tutti i procedimenti avviati dalla proprietà della discarica che, appunto, è fortemente sfornita di fatti ed evidenze che dimostrino la bontà del progetto di ampliamento della discarica. Forse perché non ce ne sono.

Ed allora, messi all’angolo da un lavoro certosino dell’amministrazione comunale di Roccasecca, quale via intraprendere se non quella di “insultare” l’intelligenza del sindaco di Roccasecca e di tutto il territorio? O forse la protesta di Montecitorio, alla quale hanno partecipato un gran numero di sindaci di ogni colore politico, ha innervosito al tal punto la proprietà tanto da costringerla ad usare i potenti mezzi della comunicazione per cercare di accaparrarsi qualche consenso screditando Sacco?

E sì, perché oltre agli insulti, il sindaco si è dovuto sorbire, sentendosi chiamare populista, ipocrita, ridicolo solo perché con determinazione ha avuto l’ardire di organizzare una protesta a Roma a tutela del suo territorio e contro una politica che due pesi e due misure (riprendendo un passo dell’analisi del noto quotidiano) li usa a discapito di Roccasecca,  fatto ancor più grave è che il fantasioso giornalista abbia ipotizzato che il primo cittadino di Roccasecca si stia disinteressando del procedimento in corso nel quale la Saxa Gres Stone, ex Ideal Standard, chiede di trattare le polveri per la lavorazione dei sampietrini. Ebbene, si ipotizza che il sindaco non abbia partecipato alla conferenza dei servizi, quando è ben noto che non solo erano presenti gli uffici incaricati, ma anche che il primo cittadino fosse impegnato nella protesta a Montecitorio. Senza considerare poi, che se c’è un sindaco attento alla salute del suo territorio è proprio il sindaco di Roccasecca che, ben lungi dal disinteressarsi a qualsiasi iniziativa che viene intrapresa nel suo comune e anche in quelli limitrofi, è perfettamente sul pezzo anche per quel che concerne i procedimenti avviati da Saxa. Fa specie poi, che proprio quelle polveri destino tanta attenzione, visto che sono le stesse che al momento finiscono in discarica. E non gratis per chi le riceve. Se non fossimo dinanzi a un fantasioso pezzo giornalistico verrebbe anche il dubbio che, non solo si cerca di screditare Sacco, ma che ci sia anche un pizzico di amarezza visto che prima o poi quelle polveri finiranno altrove. Ma come dicevamo siamo nel campo della fantasia. La sola certezza rispetto a quanto è avvenuto è che, se c’è una testata giornalistica che difende a spada tratta l’imprenditore, ce ne è un’alta, di poche pretese e consapevole di essere l’ultima voce tra le tante, che fa lo stesso. Ma lo fa perché crede che ci sia un sindaco e un territorio che non può essere umiliato ancora, tantomeno da chi lezioni in termini di rifiuti non può darne.




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