Roccasecca News

Acqua nel Melfa: al tavolo della Commissione predominante la posizione del Comune di Roccasecca

Ventisette prese abusive e un disciplinare che risale al 1956: sono questi i due problemi da superare se si vuol tornare a vedere l’acqua scorrere nel fiume Melfa, non solo nei mesi di pioggia. E’ quanto è emerso durante l’audizione indetta dalla Commissione consiliare agricoltura e ambiente che si è tenuta oggi, alla quale hanno partecipato il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco e il consigliere Tommasino Marsella insieme ai sindaci di Arpino, Atina, Casalvieri e Colle San Magno. Con loro, al tavolo telematico, anche i rappresentanti del Consorzio di miglioramento Fognario del Melfa e quelli dell’Enel.

La posizione dei primi cittadini è stata unanime: affinché sia garantito il deflusso minimo vitale è necessario mettere in piedi tutti gli sforzi per rimettere mano al disciplinare, per tutti troppo obsoleto e inadatto a regolamentare la vita del fiume. Con loro, a dare man forte alla causa, il consigliere regionale, Loreto Marcelli che nel suo corposo intervento ha sposato pienamente la linea che ormai da tempo porta avanti l’amministrazione comunale di Roccasecca.

Anche quella relativa all’esigenza di mettere fine, una volta per tutte, all’illegalità che viene perpetrata lungo il corso del fiume dove, pare, esistano troppe prese abusive che dirottano l’acqua per impiegarla nell’irrigazione.

Ma non è tutto. Dalla riunione, durante la quale l’Enel ha ribadito la sua posizione, ovvero quella di rispettare le indicazione del disciplinare, è emersa un’altra problematica che di fatto impedisce il normale flusso di acqua nel fiume.  Di fatto è legata alla posizione del Consorzio che ad oggi, nonostante il passare del tempo, ancora non ha proceduto a stoppare il vecchio impianto. Va detto, infatti, che il Consorzio, a fronte di un finanziamento di tutto rispetto, pari a circa 14 milioni di euro messi per realizzare il nuovo impianto, si era impegnato a chiudere il vecchio. Al momento, però, risultano funzionanti entrambi gli impianti  è questo, non può non essere, un altro elemento che ostacola il deflusso minimo vitale.

Nonostante le varie criticità che sono emerse e che devono necessariamente essere superate per rivedere il fiume nella sua naturale bellezza, c’è la nota positiva: dopo decenni di immobilismo e non a caso, visto l’impegno e la tenacia dell’amministrazione comunale di Roccasecca, non solo si torna a parlare del Melfa, ma si ottiene il risultato di portare il problema all’attenzione di chi ha il dovere e il compito di risolvere le criticità che vi ruotano intorno. In primis quello di aggiornare il disciplinare.  

 



Contatti

contatti

I più letti

  • Generic placeholder image
    Asl al collasso e rabbia sociale: i sindaci tengono botta pe...

    E se tutto d’un tratto i sindaci incrociassero le mani? Se succedesse, l&r...

  • Generic placeholder image
    Tra pandemia e crisi economica, la priorità del Governo è am...

    Che non si dica che Roccasecca è tra i tanti paesi italiani di cui non si...

  • Generic placeholder image
    Acqua nel Melfa: al tavolo della Commissione predominante l...

    Ventisette prese abusive e un disciplinare che risale al 1956: sono questi i due...

Articoli Recenti

Consigli per gli acquisti